di Avv Emanuele Fierimonte – Presidente del Centro Studi per la Giustizia e le Istituzioni.
La parità dei sessi davanti alla legge è una conquista irrinunciabile dello Stato di diritto. Tuttavia, accanto ai progressi ottenuti nella tutela delle donne, permane la necessità di garantire un’effettiva equità di trattamento anche per i padri, specialmente in situazioni di separazione o divorzio, dove gli squilibri restano ancora marcati.
- Il principio di parità e la realtà dei padri separati
L’articolo 3 della Costituzione sancisce l’uguaglianza dei cittadini “senza distinzione di sesso”, mentre gli articoli 29 e 30 riconoscono la pari responsabilità genitoriale.
Eppure, la realtà statistica mostra come la parità genitoriale sia ancora lontana. Secondo l’ISTAT, nel 2021 in Italia si sono registrate 97.913 separazioni (+22,5% rispetto all’anno precedente) e 83.192 divorzi (+24,8%). Le famiglie monoparentali sono circa 2,8 milioni, di cui oltre 2,2 milioni con madre sola e solo 0,6 milioni con padre solo.
Questi numeri riflettono un dato di fondo: nel 94% dei casi di separazione, i figli vivono stabilmente con la madre, mentre solo una minima parte gode di un affidamento realmente condiviso. Ancora oggi, meno del 3% dei minori italiani coinvolti in separazioni vive in un regime di co-genitorialità equilibrata.
Inoltre, secondo recenti stime, in Italia vi sono circa 4 milioni di padri separati, di cui circa 800.000 vivono sotto la soglia di povertà, schiacciati da spese legali, mantenimenti onerosi e difficoltà abitative.
Questi dati confermano che la questione non è marginale, ma tocca la dignità e la stabilità sociale di centinaia di migliaia di famiglie.
- Superare i pregiudizi e promuovere la co-genitorialità
Il principio di co-genitorialità deve essere il fulcro di ogni decisione in materia familiare. Esso implica il riconoscimento del diritto dei figli a mantenere un legame stabile ed equilibrato con entrambi i genitori, senza pregiudizi di genere o ruoli stereotipati.
La figura paterna, troppo spesso marginalizzata nei percorsi post-separazione, va invece sostenuta come parte essenziale della rete affettiva ed educativa del minore.
Un’effettiva uguaglianza genitoriale non significa sottrarre tutele a uno dei due genitori, ma garantire che le decisioni giudiziarie rispecchino la realtà delle famiglie contemporanee, valorizzando la responsabilità e la presenza di entrambi.
- Le proposte del Centro Studi per la Giustizia e le Istituzioni
Per tradurre in pratica il principio di parità e sostenere i padri separati in difficoltà, il Centro Studi per la Giustizia e le Istituzioni propone:
• Riforma delle linee guida sull’affidamento condiviso, introducendo criteri più equilibrati nella ripartizione dei tempi di permanenza dei figli;
• Istituzione di fondi di sostegno per padri separati in comprovata difficoltà economica, sul modello dei fondi destinati alle madri sole;
• Incentivi alla mediazione familiare obbligatoria, per favorire accordi condivisi e ridurre il contenzioso giudiziario;
• Formazione specifica per magistrati e operatori sociali, volta a superare stereotipi di genere nelle decisioni familiari;
• Campagne culturali e educative che valorizzino la genitorialità condivisa e il ruolo paterno nella società contemporanea.
- Conclusioni
La parità di diritti tra uomini e donne non deve rimanere una formula astratta, ma tradursi in giustizia sostanziale e reale equilibrio nelle relazioni familiari.
La tutela dei padri separati non è una battaglia di parte, ma un passo necessario verso una società più giusta, in cui la genitorialità — materna e paterna — sia riconosciuta come un diritto e un dovere egualmente fondamentali.
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Fonti
• ISTAT, Separazioni e divorzi in Italia – 2021, marzo 2023
• ISTAT, Report sulla struttura delle famiglie italiane, dicembre 2023
• ANSA, Separazioni in Italia in aumento del 22,5% nel 2021, marzo 2023
• Informazione Senza Filtro, Padri separati e lavoro: un fenomeno sommerso, marzo 2025
• Luce! – La Nazione, Padri separati e povertà: la questione sociale, gennaio 2024